Tasse, stavolta tutti insieme – Letta garantisce la soluzione


L’Aquila – Ultime notizie da Roma. Provengono da Letta e Chiodi. Una soluzione “entro novembre”, con ogni probabilita’ grazie a “un emendamento alla legge di Stabilita’”, e’ in vista per la questione del rinvio delle tasse della popolazione colpita dal sisma in Abruzzo. Lo ha annuncia Gianni Letta che, a margine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha detto: “Troveremo lo strumento tecnico per dare tranquillita’, fin da ora” agli abruzzesi.
“L’opzione piu’ accredita – dice il Commissario, anche oggi nella Capitale – e’ quella di un’ordinanza ad hoc in grado di coprire il lasso di tempo che intercorre con l’approvazione del maxiemendamento alla legge di stabilita’. Questo provvedimento evitera’ che imprese e datori di lavoro, che in questi giorni stanno preparando le buste paga dei dipendenti, applichino decurtazioni relativamente al mese di novembre”. Chiodi assicura che l’attenzione del Governo nazionale verso le istanze degli aquilani e’ massima: “Di sicuro, a breve, ci sara’ l’annuncio dell’ordinanza-tampone, in attesa di misure eque e di piu’ ampio respiro”.
Sulle tasse (100 milioni di euro che affonderebbero per sempre L’Aquila e il cratere) stavolta sono tutti d’accordo, coro unanime, ed è una voce sola quella che si leva per chiedere al Governo un intervento immediato. A sostegno l’opinione del presidente della camera, Gianfranco Fini. Pur facendo ricorso a buona memoria e archivi giornalistici, è impossibile ritrovare negli anni una unanimità così precisa ed estesa. Buon segno. In un paese democratico, basterebbe sicuramente per ottenere un provvedimento che a parere di chi ne capisce, deve essere un decreto.
Il momento è grave per l’Europa, per l’Italia sotto stretta osservazione (brutta cosa non essere affidabili e credibili…), per il Governo Berlusconi e soprattutto per l’area aquilana. Si dice che più buio di mezzanotte non può essere nulla, e se è così noi siamo affondati fino al collo in una mezzanotte cominciata alle 3 e 32 del 6 aprile 2009, che 31 mesi dopo ancora dura, anzi è tenebrosa.
Credere che una proroga della restituzione delle tasse rappresenti una soluzione, è illudersi e illudere nel modo peggiore. Occorre, e anche qui c’è unanimità, un provvedimento pensato, ragionato, non sputato fuori in preda all’emergenza, che dilazioni di un periodo considerevole, tagli l’importo delle tasse da restituire e fissi un periodo molto lungo (10 anni, dice qualcuno) per il pagamento delle rate. Se qualche avventuriero punta alla proroga affrettata ed esitante, per gloriarsi di averla ottenuta e farne lucro politico a fini elettorali, commette un errore e un crimine. Il momento è grave, suoneranno le campane a distesa e la gente sarà ancora costretta a gridare e sfilare, umiliata per ottenere il riconoscimento di un diritto di eguaglianza. Ma almeno si ottenga qualcosa di giusto, ragionevole, efficace. Sempre in attesa di una ricostruzione dovuta ma non attuata. C’è un limite anche alla disperazione della gente e forse stavolta tutti lo hanno capito. A Roma, Letta sicuramente. Qui Chiodi, Piccone, e tutti gli altri che sono chiamati a dimostrare il valore del potere di cui sono titolari per volontà del popolo. Non sono sempre rose e fiori. Anzi, per decine di migliaia di persone da tempo sono soltanto spine e sofferenze.


07 Novembre 2011

Categoria : Politica
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