Ricordando Italo, tribuno intelligente
L’Aquila – Scrive Franco Taccia: “Gentile Direttore, il 5 febbraio del 2006 Italo Grossi “se ne andava” per sempre, lasciando, ben al di là di quanto le parole possano descrivere, non un vuoto ma un’autentica voragine. Non mi pare che questo anniversario tristissimo sia stato ricordato ma non è questo il problema.
Italo era una sorta di “tribuno della plebe” moderno, un paladino dei diritti dei più deboli, a mala pena sopportato laddove avrebbe dovuto essere osannato. “..Lavorava sugli obiettivi con perspicacia e determinazione. Lavorava con metodo. E’ ciò che manca in questo periodo alla politica e alla sinistra. Oggi si fanno tante conferenze stampa ma poca presenza nei luoghi veri del conflitto sociale e politico. In fondo, se ci riflettiamo, Italo aveva anticipato questa fase di antipolitica ma non avrebbe mai accettato l’attacco alle istituzioni e ai partiti. Per lui quelli erano i luoghi dove portare i conflitti sociali e lo faceva ogni giorno…”
Così, tempo fa lo ricordava Angelo Ludovici, con il quale mi scuso per essermi permesso di riportare le parole, purtroppo attualissime nei concetti espressi e alle quali non c’è altro da aggiungere se non che l’assenza di Italo Grossi è resa ancora più terribile dal livello della barbarie che solo Lui avrebbe sicuramente provato a fronteggiare”.
(Ndr) - Un amico mai dimenticato, che ci vantiamo di aver aiutato e incoraggiato offrendogli i megafoni necessari nella sua opera sociale e umanitaria. Un uomo di sinistra che alla sinistra manca, e che la sinistra quando era vivo non ha mai valorizzato. Una sua macchia indelebile a L’Aquila e in Abruzzo. Italo non aveva un carattere facile, era spigoloso, arguto, colto e quindi temibile, ma pulito e coraggioso. Troppo per la politica…
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